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La giuria “Alveare” è composta da sei membri il cui presidente è Giuseppe Fontanella

Chitarrista del gruppo napoletano 24 Grana, Giuseppe Fontanella, garantisce autorevolezza alla settima edizione. Fontanella è anche produttore e direttore artistico.
Sin dal 1996 conta otto album di cui sei studio e due live. La musica dei 24 Grana ha sperimentato diverse sonorità pur mantenendo forti le proprie radici. Sono stati senza dubbio una delle esperienze più singolari e intriganti della scena indie italiana a cavallo dei due millenni.
Dal 2005 fonda lo studio di registrazione musicale Key-Lab, definita un’”unità di produzione e socializzazione musicale”, dove oltre agli album dei 24 Grana vengono prodotti e registrati lavori di diversi musicisti, band e progetti vari.
Nel 2007 nasce l’etichetta indipendente Octupus Records che garantisce la direzione, tra l’altro, della compilation “Amore non ne avremo: 26 canzoni per Peppino Impastato”, in cui vari artisti si sono confrontati con testi inediti di Impastato e dei suoi compagni di lotta.
Negli ultimi anni le produzioni sono state diverse: “Tarall & wine”, slide project di Gnut e Dario Sansone, il progetto ONE MAN BAND Johnny Dal Basso e il disco d’esordio della band La Rua Catalana, fino ad arrivare agli ultimi lavori come Kafka sulla spiaggia, Mathì, The Fabrica, Baia 90, Gianluca Montebuglio, Da Blonde, Psychopathic Romantics.
E’ docente in diversi workshop e laboratori musicali avendo da sempre un’attenzione per gli adolescenti e per la loro sensibilizzazione verso la musica.
Organizza anche progetti per l’integrazione di minori extracomunitari non accompagnati. In generale è presente in diversi progetti di integrazione sociale e di recupero delle periferie utilizzando sempre la musica come strumento universale.
Infine cura la direzione artistica di diversi festival: Zungoli in Festival, Scampia Music fest, Live Club Moses, CPA live, Mitica, Passepartout, Festival delle periferie ed altri ancora.
Giuseppe Fontanella è una garanzia di professionalità e la sua competenza costruita sul campo è di primo ordine non tralasciando mai la funzione sociale dell’accoglienza, declinabile anche attraverso l’arte della musica.
