Per gli esseri umani narrare è fondamentale. Attraverso la narrazione è possibile trasmettere idee e saperi. Quando un artista racconta o crea, è inevitabile che il suo pensiero politico fluisca nella sua opera. (cit. Alan Moore)
di Ferdinando Silvestri
* V per Vendetta, fumetto scritto da Alan Moore e disegnato da David lloyd, è una miniserie nata sulle pagine di Warrior, rivista inglese d’avanguardia nel mondo dei fumetti degli anni Ottanta.

Dopo la laurea in fisica decide di iscriversi ad una scuola di fumetto, dando voce alla passione, coltivata sin dall’infanzia, per la nona arte.
IL SECONDO E IL TERZO DI QUATTRO FUMETTI POLITICI
Nel precedente articolo … Il primo di quattro fumetti politici
A proposito dello stile grafico di Alberto Breccia, possiamo dire che è sicuramente nel solco del fumetto argentino, del quale è un esponente di massimo livello, ma qui si arricchisce grazie ad un ardito sperimentalismo. Troviamo riferimenti all’espressionismo, alle avanguardie e alla pop art.
“Grazie alla sua narrazione sempre contaminata da diverse tecniche (monotipo, china, acquarello, tempera, collage, retini tipografici) Alberto Breccia è riuscito a rendere nel fumetto una intensità narrativa finora mai raggiunta. […] Questa inquietudine di stampo espressionista costerà a Breccia feroci critiche che costrinsero l’editore a ridurre il progetto di riedizione della storia. Originariamente l’Eternauta avrebbe dovuto apparire a puntate (tre pagine a settimana) per un anno sulla rivista “Gente” in Argentina. Niente da fare, le tavole di Breccia sono così forti che risultano indigeribili a molti e così, in accordo con Oesterheld, la storia viene tagliata e arriva a conclusione riducendo di molto il progetto originario. “Questo Eternauta (…) della sceneggiatura originale di Oesterheld conserva solo il filo conduttore, lo scheletro della trama, che tagliava i ponti col vecchio disegno candido e incantatore di Solano López (autore della prima versione nel 1957) e con Breccia diventava qualcosa di enorme, adulto e permeato di saggezza”. (dalla postfazione di Guillarmo Saccomanno e Carlos Trillo).”1
I dialoghi “politici”
A pagina 9, nell’ultima vignetta, la radio ha fatto un annuncio poco comprensibile, dopodiché uno dei protagonisti dice “Non lo so, Juan…c’è stata un’invasione extraterrestre … e a quanto pare non ci verrà aiuto da nessuna parte”
Più avanti (pag. 23 e 24), c’è un altro stralcio di conversazione tra i protagonisti. Ancora una volta è il commento a quanto appreso dalla radio.
“Siamo come gli Incas o gli Atzechi quando combattevano contro gli Europei … il nemico viene da un altro sistema solare. Hanno convinto gli Stati Uniti, la Russia e le altre grandi potenze che la Terra deve essere divisa con loro, con gli Invasori. I grandi paesi, per non essere attaccati, hanno abbandonato loro il Sudamerica” […] “Come possono le grandi potenze abbandonarci così?”
“Di che ti stupisci, Juan? Se le grandi potenze ci han sempre tenuti legati mani e piedi. Prima gli invasori erano loro: i paese sfruttatori, i grandi consorzi. Le loro nevicate mortali erano la miseria, il sottosviluppo, i nostri stessi piccoli egoismi manovrati dal di fuori. Per nostra colpa siamo stati invasi, Juan. La nostra colpa è l’esser deboli, fiacchi. Per questo l’invasore ci ha scelti. Nella mandria è l’animale malato, senza forza, che attrae il leone”.
Possiamo leggere questo scambio di frasi come un atto di accusa verso le grandi potenze che hanno avuto nel migliore dei casi un atteggiamento indifferente, nel peggiore un atteggiamento di ingerenza nei confronti della vita politica argentina, rendendosi complici delle forze che miravano alla conquista del potere a discapito della democrazia.
Green Arrow Green Lantern
Tra il 1970 e il 1972 la DC Comics, una delle maggiori case editrici americane, sforna quattordici storie di due supereroi della sua scuderia, Green Arrow e Green Lantern. Dennis O’Neil alla sceneggiatura e Neal Adams ai disegni realizzano storie nelle quali i due protagonisti non affrontano mostri alieni o scienziati pazzi (tipici nemici dei supereroi di quegli anni), ma si confrontano con argomenti fino ad allora mai trattati nei fumetti cosiddetti mainstream: lo sfruttamento dei lavoratori, il degrado delle periferie urbane, il razzismo, la discriminazione etnica, le tossicodipendenze, la sovrappopolazione e il controllo delle nascite, i movimenti di autodeterminazione delle donne, l’inquinamento ambientale. Il tutto avviene in uno scenario che è costituito dagli Stati Uniti di quegli anni. Le contraddizioni di questa nazione sono fortemente esposte. Immaginiamo che gli autori abbiano dovuto forzare non poco le maglie del Comics Code Authority, anche perché la DC Comics fino a quel momento aveva pubblicato storie molto ingenue. A questo proposito è necessario dire qualcosa sui protagonisti e sul tipo di avventure nelle quali avevano fin a quel momento agito. Green Lantern è membro di un corpo di polizia spaziale, fondato dai Guardiani dell’Universo. Green Arrow è un arciere infallibile, un eroe quasi ricalcato sul modello di Batman. Entrambi sono figli della “golden age” dei fumetti americani, gli anni Quaranta.

Fondamentale è il fatto che in Green Lantern Green Arrow gli autori mettono fortemente in discussione il concetto di eroe. In un certo senso si hanno i prodromi di quel conflitto tragico tra giustizia e legalità che sarà più ampliamente sviluppato in opere successive. Inoltre, Green Lantern incarna una visione “istituzionalizzata” dei conflitti, mentre Green Arrow è quasi paladino di una visione anarchica del mondo. Più volte durante le storie, i due si trovano in disaccordo e arrivano anche a scontrarsi fisicamente. Troviamo quindi i semi dello scontro tra la visione fascista e quella anarchica del mondo, che sarà il fulcro di opere successive come Watchmen e V for Vendetta (entrambe sceneggiate da Alan Moore), ma con una sostanziale differenza: in Green Lantern Green Arrow, Lanterna Verde è un difensore dell’ordine costituito, un “buono” che riesce a trovare soluzioni di compromesso con il suo sodale, mentre nelle opere di Moore le due visioni del mondo sono inconciliabili.
Nella prima storia, ad esempio,un imprenditore senza scrupoli vuole demolire un fabbricato e sfrattare le persone che vi abitano per costruire un enorme parcheggio. I due protagonisti hanno un approccio opposto alla questione. Green Lantern vuole mantenersi negli argini della legalità, mentre Green Arrow tenta di incastrare l’imprenditore facendo leva sugli aspetti loschi dei suoi affari. Superati i loro contrasti, alla fine i due eroi riescono con astuzia a consegnare l’imprenditore al procuratore distrettuale.
Anche in questo caso, i dialoghi possono darci un’idea più precisa delle opposte visioni del mondo dei due protagonisti. A pagina 6 Green Lantern dice al suo amico, riferendosi agli inquilini che stanno per essere sfrattati, “Difendi questi anarchici?”
A pagina 7 Green Lantern, riferendosi al proprio approccio “legalistico” alle questioni, dice: “Ho una missione e la compio”. Green Arrow commenta: “Mi sembra di averlo già sentito prima … ai processi di guerra contro i nazisti”
Nell’epilogo del primo episodio, Green Arrow cita Martin Luther King e John Fitzgerald Kennedy: il lettore realizza di non trovarsi di fronte ad una lettura “di evasione”. Il discorso di Green Arrow è un incitamento ad intraprendere un viaggio attraverso l’America, necessario per scoprire “perché la terra della libertà è diventata un paese terribile”.
C’è un messaggio politico in Green Lantern Green Arrow? Direi di sì. E probabilmente lo si può considerare anche un po’ più manifesto che in L’Eternauta, semplicemente perché viene dedicato uno spazio maggiore della narrazione al conflitto tra l’inquadrato Green Lantern e l’anarchico Green Arrow. Gli autori non propendono mai nettamente per l’uno o per l’altro, ma mettono in campo una pluralità di visioni possibili del mondo e, soprattutto, non lesinano critiche alla società nella quale vivono.
V for Vendetta
V for Vendetta è un fumetto scritto da Alan Moore e disegnato da David Lloyd. Venne pubblicato originariamente in bianco e nero, tra il 1982 e il 1985, sulle pagine della rivista inglese Warrior. Il titolo, V for Vendetta, fu un’idea dell’editore Dez Skinn, che volle rendere omaggio ad una striscia a fumetti degli anni sessanta, mentre Moore attribuisce a Lloyd l’idea di mascherare V come Guy Fawkes.

Nel 1985 la rivista Warrior chiuse i battenti, lasciando interrotta la serie di V for Vendetta. Molte case editrici cercarono di continuare la pubblicazione, ma la serie vide la conclusione solo nel 1988, quando la DC Comics decise di pubblicare nuovamente tutta la serie in una collana di 10 numeri, a colori. Successivamente la serie venne ristampata dalla DC Comics in un unico volume, come graphic novel. In Italia la storia apparve nel 1991, pubblicata a puntate sulla rivista Corto Maltese (Milano Libri), nei numeri dal 1991 al 1996. La prima edizione in volume è del 1994, sempre per la Milano Libri.
La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica (la storia si svolge negli anni Novanta, il futuro per gli autori che la realizzano negli anni Ottanta) e distopica, in cui si è instaurato un regime dittatoriale. Alan Moore immagine che un partito fascista (il Norsefire, tradotto in italiano con Fuoco Norreno) abbia preso il potere in seguito alla catastrofe derivata da una guerra nucleare, che si immagina sia avvenuta negli anni Ottanta. Il regime viene connotato in un modo che richiama subito alla mente il romanzo 1984 di George Orwell, con mezzi di comunicazione controllati dal governo, corpi di polizia segreta, campi di concentramento per minoranze e omosessuali. A questo si aggiunge una forte componente tecnocratica: i cittadini sono costantemente controllati dalle telecamere a circuito chiuso ed ascoltati tramite intercettazioni ambientali.
All’inizio della storia il conflitto politico è concluso, i campi di concentramento sono stati chiusi perché non sono più nenessari e il popolo si è assuefatto al regime. L’unico che si oppone al regime è V, un anarchico con la maschera di Guy Fawkes, dotato di straordinarie abilità, forza e risorse.
V riesce nell’impresa di sovvertire il regime, eleggendo l’orfana Eve come sua erede e spingendo il popolo britannico ad scuotersi di dosso l’apatia e ad agire. Infine, sotto la spinta delle azioni di V, il popolo abbandona la democrazia in favore dell’anarchia.
È evidente come la storia sia concepita attorno al conflitto tra due opposte visioni del mondo: quella anarchica e quella fascista. L’opera “racconta” e quindi assolve al suo compito di intrattenere, ma veicola al suo interno un chiaro messaggio politico.
Alan Moore è uno scrittore di dichiarate idee anarchiche. È possibile farsi un’idea della sua filosofia leggendo un’intervista (del 17 agosto 2017)2, i cui punti significativi possono così essere riassunti:
- L’anarchia è una forma naturale, non solo delle comunità umane primitive ma anche dei gruppi animali.
- L’educazione delle masse è necessaria perché lo stato di anarchia possa realizzarsi. Naturalmente, lo stato remerà contro un processo che porterebbe alla sua disgregazione.
- Il conflitto più rilevante non è quello tra capitalismo e comunismo, ma tra fascismo e anarchia.
- Per gli esseri umani narrare è fondamentale. Attraverso la narrazione è possibile trasmettere idee e saperi. Quando un artista racconta o crea, è inevitabile che il suo pensiero politico fluisca nella sua opera. Pertanto la propaganda è quasi un effetto collaterale delle storie.
Nella prefazione del numero 1 di V for Vendetta, DC Comics 1988, Alan Moore dice
“Si può trovare dell’ingenuità anche nel mio immaginare che occorresse qualcosa di così melodrammatico come un conflitto nucleare evitato per un soffio per spingere l’Inghilterra verso il fascismo. […] Ora è il 1988. Margaret Thatcher sta iniziando il suo terzo mandato e parla con sicurezza di una guida conservatrice ininterrotta fino al secolo prossimo. Mia figlia più piccola ha sette anni e nei tabloid sta circolando l’idea di campi di concentramento per i malati di AIDS. La nuova polizia anti-sommossa indossa visiere nere, così come i loro cavalli, e i loro blindati portano videocamere rotanti sul tetto. Il governo ha espresso la volontà di sradicare l’omosessualità, persino come concetto astratto, e si può solo immaginare quale potrà essere la prossima minoranza che sarà oggetto di una legislazione restrittiva. Sto pensando di prendere la mia famiglia e portarla al più presto fuori da questo stato, al massimo entro un paio d’anni. Qui è sempre più freddo e crudele, e non mi piace più.”
V for Vendetta, quindi, è un fumetto dal contenuto politico evidentissimo. Di più, è un’opera con la quale Alan Moore ci mette in allarme: il fascismo non è morto e può tornare, più forte che mai, assumendo forme diverse da quelle del passato.
Nel successivo e ultimo articolo … L’ultimo di quattro fumetti politici
Referenze bibliografiche
1 Dal blog di Luca Montuori qui.
2 E’ possibile leggere l’intervista completa qui.

