Finalisti AQMF 2021

AMARANTO è il nome della mia prima chitarra, a metà tra il colore del vino che fa mio padre e quello dei capelli di mia madre.Un colore che mi è rimasto sempre attaccato addosso come la passione vivida per questo strumento che mi ha portato ad esprimermi con queste sei corde per tanti, tanti anni. Ma Amaranto è anche anche il colore che identifica per me tutte le emozioni forti che provo rabbia, felicità, dolore. Sentimenti che si trasformano in altri colori e in suoni e in parole e, soprattutto in canzoni. Sono Giada Ferrarin, una chitarrista e compositrice veronese attiva da circa dieci anni nella mia città come docente e appunto chitarrista. Sono diplomata al CPM di Milano, in chitarra jazz al Conservatorio “Luca Marenzio”di Brescia, diplomata al corso autori del CET di Mogol e attualmente diplomanda al Biennio in Composizione Pop presso il Conservatorio di Trento. Nel febbraio 2020 vinco “Verona in Love” con il brano “Paracadute”, mio primo singolo. Partecipo ad altri concorsi tra cui Arezzo Wave (prima selezione), Busa film fest (vincitrice), PAE (prima selezione), Firenze suona (semifinalista). Sto lavorando al mio EP (in fase di produzione). Mi esibisco sia con la band che da sola con l’ausilio di loopstation.

ASHTI ABDO, cantante, musicista polistrumentista e compositore curdo, è nato ad Aleppo e cresciuto ad Efrin. La musica diventa la sua passione travolgente molto presto: trascorre l’infanzia tra le colline del suo villaggio, ascoltando le storie e le canzoni degli anziani, circondato dai suoni della natura. Da bambino impara a cantare ninne nanne a sua sorella e a suonare il tipico strumento curdo, il tembûr (saz), con suo fratello. Trasferitosi in Italia dopo l’adolescenza, continua a suonare il tembûr da autodidatta, iniziando a esibirsi come artista solista. Nel 2012 si unisce ai Domo Emigrantes, portando nella band suoni e trame tipiche del Medio Oriente. L’incontro con il gruppo lo porterà a sua volta a conoscere e fare suoi strumenti e ritmi tipici del Sud Italia. Dal 2014 suona il saz, il mandolino e le percussioni nell’ensemble Piccola Banda Rebelde canta De André. Nel 2015 collabora anche con Angelo Petraglia e Francesco Forzani, creando Beja: la musica, il racconto, la guerra, un progetto di improvvisazione musicale basato su una traduzione personale dell’esperienza bellica. Nel 2016 dall’incontro con Manuel Buda alla chitarra classica e con Fabio Marconi al violhao de choro a 7 corde, nasce un eccentrico trio di strumenti a corda (a cui si aggiungono all’occorrenza percussioni, voci e fiati come clarinetto e duduk), in cui ognuno porta le melodie che ha incontrato nel suo cammino personale di vita, di ricerca e di esperienza e che confluiscono in un vero e proprio viaggio musicale che da Vienna arriva fino al Mar Caspio, tra danze greche, melodie klezmer e canti della tradizione curda. Nel 2018 vince il premio DoReMiFaSud, concorso che promuove l’integrazione e il dialogo fra culture musicali differenti. Il 1° gennaio 2020 è stato ospite al Teatro Massimo di Palermo in occasione del Concerto di Capodanno, accompagnato dall’orchestra del Teatro Massimo diretta da Omer Meir Wellber e dal coro diretto da Ciro Visco.

Gli ATACAMA sono due musicisti pistoiesi, Giulio Breschi (batteria) e Federico Bartoli (basso elettrico). Siamo attivi dal 2018 circa e abbiamo suonato molto live, in tutta la toscana e anche oltre (Emilia Romagna, sopratutto), proponendo musica scritta da noi di genere Funk Rock/fusion, e avvalendoci ogni volta di musicisti diversi a completare la nostra formazione. Con la medesima formula abbiamo realizzato il nostro primo album “Siamo Senza Parole”, uscito nel dicembre 2020 per la casa discografica Level49 di Piacenza, in cui oltre alla nostra base ritmica ogni brano vede la partecipazione di musicisti diversi. Il titolo dell’album allude non solo al fatto che i brani sono quasi tutti strumentali, ma anche al sentimento di estraneità e disorientamento dovuto alla pandemia da Covid-19, che ha costretto noi, come moltissimi altri artisti, a rimandare l’uscita del proprio lavoro e non poterlo presentare nei concerti. Oltre all’attività live e alla composizione di brani originali che sono poi confluiti, appunto, nell’album “Siamo Senza Parole”, abbiamo realizzato diverse colonne sonore per spettacoli teatrali e, ultimamente, anche per i servizi del programma di La7 “Non E’ L’Arena” di Massimo Giletti. Infine, nel maggio scorso abbiamo realizzato, con un progetto patrocinato dal Comune di Pistoia e co-prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese, un video in presa diretta registrato all’interno del Teatro Manzoni di Pistoia in cui reinterpretiamo il XXVI canto della Divina COmmedia di Dante con la partecipazione di un attore di teatro e un a ballerina, per rilanciare la riapertura dei teatri, dei musei, dei concerti e della cultura in generale.

DANIELE DE GREGORI nasce a Roma dove vive, suona e si laurea. Nel 2008 vince il premio Sponsor del Roma Music Festival. Nel 2011 vince il Premio Speciale del Roma Music Festival. Nel 2012 viene premiato nel festival “I Cerchi Magici” a Roma. Nel 2013 vince il Primo Premio e il Premio per il Miglior testo del Gandolfo Festival. Nel 2014 vince il Troisi Festival. Nel 2015 pubblica l’album “Hegel” e vince la “Migliore Performance” del Premio Incanto. Incide poi “Pioggia di luce” dei Litfiba per il disco tributo di “Desaparecido” organizzato da Ghigo Renzulli. Nel 2016 la sua “Me ne vado a dormi’”, eseguita dal vivo al Teatro Olimpico di Roma con Alberto Laurenti, finisce nell’album “Che fine hai fatto cantautore?”. Nel 2018 pubblica il videoclip “L’amore del futuro”, su licenza Believe Music. Nel 2019 entra a far parte di NAIA, la nuova squadra di calcio del MEI, Meeting degli Indipendenti. Pubblica poi il videoclip “Felici per finta”, distribuito da Artist First, e in seguito l’album “La gente è singolare”, distribuito da Azzurrahub, con ospiti Lucio Bardi e Paolo Giovenchi. Nel 2019 è tra i vincitori del Premio Lunezia. Nel 2020 vince L’artista che non c’era, il Premio Nuovo IMAIE, il Miglior Brano al Music Indie Contest e il Premio ACEP/UNEMIA per Musica Contro Le Mafie. Inoltre è più volte ospite musicale su Raidue del programma “O anche no”. Nel 2021 affronterà un tour in tutta Italia con l’agenzia booking Joe&Joe.

IL RIMORSO DI EVA, nasce dall’unione di tre musicisti dalla spiccata personalità artistica ed estro creativo: Adamo Romano, chitarra e voce del gruppo, che vanta collaborazioni in studio con Planet Funk e varie partecipazioni a Sanremolab, Giovanni Potenza, bassista scuola Marco Garrincha Castellani (Le Vibrazioni), e Nicola Attianese, poliedrico batterista con un background compositivo di musica elettronica. L’incontro e la nascita della band, ha portato sin dal primo momento al fluire di scritture ed arrangiamenti in modo del tutto naturale; le creazioni, tuttavia, sono il risultato di un rapporto complesso: le dinamiche vissute all’interno del gruppo, infatti, sono estreme, passando dal conflitto, all’affetto fraterno più sincero, ed è probabilmente proprio questo aspetto a far scattare la “magia”: ognuno è input per l’altro. La loro musica è molto spartana, diretta. Immediata, sincera e senza fumo negli occhi: canzoni scritte da disadattati emotivi per disadattati emotivi. Ire didascaliche e preghiere. Il loro primo lavoro, del 2015, è l’EP autoprodotto dal titolo “Sogni Eroici”, un’opera rock-acustica alternativa, dall’impronta cantautoriale con sfumature folk. La band comincia subito a sgomitare per portare le proprie canzoni nei vari locali dell’hinterland partenopeo, dove è sempre più difficile trovare spazio per chi presenta progetti inediti ed indipendenti, ma il riscontro è sempre positivo, grazie a performance esplosive, che contraddistinguono la band. Il live infatti è fondamentale per la loro sopravvivenza artistica. Nel 2017, tra l’altro, la band viene selezionata per partecipare alla XXI edizione del “Meeting del mare” e nel 2019 collaborano al Vesuvio Jam Fest ed al Telesia Art Music Fest.
Attualmente il gruppo si evolve nel lavoro compositivo, per il quale la band decide di testare direttamente nei live l’effettivo riscontro ed impatto sonoro delle nuove opere, in parte sfociate nel loro secondo EP “Giù”, pubblicato nel maggio 2020, in piena quarantena, ispirandosi in maniera trasversale sia al rock alternativo del panorama europeo ed americano, al cantautorato ed indipendente italiano, che al pop mondiale. Il singolo “Il Punto” viene subito selezionato dal MEI – Meeting degli indipendenti per entrare a fare parte della compilation “Fatto in quarantena”.

I MAMA nascono il 6 marzo del 2017, con la funzione di fare da tappabuco a una festa organizzata nel loro stesso paese di provenienza, Trezzano sul Naviglio. La proposta fatta al cantante e chitarrista Federico Mariani – di suonare alla festa – viene accolta con piacere dal fratello e bassista Riccardo e il batterista Alessio Maraschio che arricchisce la Mama Experiences anche con la sua voce. L’idea iniziale era quella di buttarsi a capofitto su generi come rock, hard-rock e affini, ma alla formazione mancava qualcosa, un tocco di classe, che fu presto dato da Andrea Bellagente al sax e dopo tre anni dalla formazione chitarra, basso, batteria e sax, si aggiungono le tastiere di Michele Rashid Spadaro. Nel 2018 esordiscono con il singolo Persefone, vincendo AlwaysRock di Venegono. Giuliet invece è il brano che chiude le pubblicazioni dei primi quattro singoli. Nel 2021 esce We,SELFIE-Sh il primo album de I Mama, prodotto registrato e masterizzato ai RecLab Studio’s di Buccinasco. I Mama, sono questo un “ascetismo senza ascesi”, una continua ricerca di miglioramento senza troppi compromessi, un misto tra serietà e stupidità, ma pur sempre gialli!

INNOCENTE, classe 1991 dalla Puglia, ora residente a Siena, inizia a studiare pianoforte da giovanissimo tra conservatori e accademie, affiancando successivamente lo studio delle tecniche vocali. Si getta immediatamente in diversi progetti musicali che lo portano ad esibirsi dal vivo in contesti prestigiosi come il Mediterraneo Festival e il Salent Festival. All’età di 17 anni si avvicina al jazz, che inizia a studiare dal punto di vista sia pianistico che vocale. Parallelamente alla vita accademica, ai progetti, alle collaborazioni artistiche e alla sua attività dal vivo, Innocente si appassiona alla scrittura, che viene messa al servizio della sua musica. Il progetto cantautorale che ne deriva affronta tematiche personali e sociali; musicalmente ispirato da diversi contesti e generi musicali che rendono la proposta artistica di Innocente a dir poco unica. Il 28 Aprile e il 10 Luglio 2020 escono rispettivamente “Il Cuore e l’Abat-Jour” e “Gitana” per Cinico Disincanto e Pezzi Dischi, brani che anticipano il suo primo lavoro discografico “#IOSONO” uscito il 27 Novembre 2020. Il successivo 19 dicembre si è esibito, per la promozione del disco, sul palco di Telethon in diretta sulla Rai cantando il singolo estratto dall’album “Un raggio A Strapiombo”.

I JAMBOW JANE sono un gruppo composto da una famiglia italo-brasiliana di 5 persone + 1 amico. Con più di 200 concerti in svariate località, la band vanta di essere stata nominata “best Italian blues band” nel 2018, nonostante il “blues” non sia il genere principale della band. Da questa vittoria, tuttavia, ne è conseguita l’esibizione in apertura al concerto di Steve Hackett, in occasione del Pistoia Blues Festival 2018. Nel 2019 la band si esibisce anche durante il prestigioso Musica Riva Festival, che accoglie ogni anno artisti illustri da ogni parte del globo. Oltre a ciò, la band ha intrapreso alcune tournée, sia sul suolo europeo, in particolare Germania e Olanda, sia sul continente Sudamericano, in particolare in Brasile. Durante quest’ultima, i Jambow Jane hanno condiviso il palco con un famoso cantautore degli anni ‘70, Walter Franco, purtroppo deceduto a fine 2019. A marzo 2020 il gruppo ha partecipato al programma di Sky TV Italia’s Got Talent dove ha ottenuto gli ambiti 4 sì dai giudici. La band spazia da un repertorio acustico ad uno rock. Il genere con cui si esprimono maggiormente è il pop-rock, ma i Jambow Jane hanno esperienze multiple con diversi generi musicali, nonostante puntino maggiormente sulle esperienze di stampo pop-rock o puramente incentrate sul loro repertorio. I Jambow Jane si esibiscono, con l’attuale formazione, dal 2016. Hanno all’attivo due album e due singoli ed attualmente stanno lavorando per l’uscita del nuovo album “Three”, contenente 11 brani originali.

LA BOTTEGA DEL TEMPO A VAPORE – Mai inutilmente trascorre il Tempo. Laborioso, come un maestro d’arte, senza tregua s’adopera nella Bottega dell’Universo. Spesso necessita di poco, altre volte qualcosa in più. Ma quando gli anelli della sua infinita tela si incontrano e legano nel modo per cui sono nati, il suo operato si colora di infinito, divenendo leggenda. Impalpabile, seppur viva, calda e sinuosa come il Vapore, in grado di espandersi in ogni recondito luogo della coscienza. La Bottega del Tempo a Vapore è l’incontro di 6 esperienze differenti. L’invisibile e tenace legame che li accomuna è l’istintivo desiderio di produrre e proporre opere in cui storia, scrittura e musica convergono in un unicum rappresentativo che stimoli percezioni ed emozioni. Il genere musicale è il “rock progressive”.La scelta progressive non è assolutamente casuale. Negli ultimi tempi la musica ha subito una semplificazione strutturale per renderla maggiormente adatta a un pubblico più vasto.La nostra peculiarità artistica va invece in una direzione di più ampio respiro, in cui le sonorità, le ritmiche e gli arrangiamenti sono elementi articolati e fondamentali per consentire all’ascoltatore di “vedere” la storia narrata, consentire un’apertura sensoriale a più livelli in cui le parole del testo si amalgamano alla musica e amplificano la portata dell’Opera. Nei nostri lavori la trama della storia è il cardine intorno al quale si sviluppa la composizione musicale e la successiva interpretazione vocale. Tutti i testi sono rigorosamente in italiano e sono caratterizzati dalla presenza di termini non comuni, capaci di far calare l’ascoltatore nelle scene narrate. Ogni canzone ha una precisa storia ed è parte di un racconto più grande, narrato in musica. Nel primo lavoro, “Il Guerriero Errante” abbiamo raccontato la contrastata storia d’amore fra il capo delle guarnigioni del Re con la promessa sposa del Principe. In “Viaggi inVersi” tracciamo una linea temporale dal futuro ai nostri giorni, che si intreccia nelle vicende narrate nel precedente album, raccontiamo più da vicino i personaggi minori.

DANIELE MAMMARELLA – Nato il 14/04 /1997, Daniele è un chitarrista fingerstyle di Pescara. Nel 2016 si diploma al Guitar College of London in Plectrum and pop rock Guitar. Attualmente è docente di Chitarra Moderna presso APM di Benedetto Conte (PE) e Music and Art International Academy di Giuliano Mazzoccante. Nel 2021 comincia la sua collaborazione con il famoso brand “Taylor Guitars”. Nel 2021 comincia la sua collaborazione con il famoso brand Markbass and DVMark. Daniele è stato nominato come uno dei 5 finalisti del “Acoustic Guitarist of the Year 2020”, uno dei più grandi concorsi a livello mondiale promossi dalla storica testa GuitarWorld. Tra i giudici: Roger Waters, John Petrucci, Dave Kilminster, Guthrie Govan, Kaki King ecc. Nel 2020 vince il primo premio nel concorso fingerstyle nazionale cinese “The Star of Magic” su 163 partecipanti. Nel 2020 ha suonato prima come ospite per 2 date in Abruzzo e poi come chitarrista turnista per Cisco Bellotti (ex Modena City Ramblers) per 4 date (Piazza Maggiore Bologna, Tuscany Hall Firenze, Parco Angeletti Bologna e Villa Tittoni Desio) tra cui l’evento “Per gli invisibili” con Gianni Morandi, Dodi Battaglia, Alberto Bertoli, i Modena City Ramblers ecc. Ha avuto l’onore di essere inserito nella stagione ufficiale del Teatro Marrucino (Chieti), registrando un sold out, viene inserito anche nella stagione ufficiale di “Musica al Tempio” presso il famigerato Teatro Marcello di Roma ed è stato chiamato come ospite all’evento “Festival de la Guitara” a Madeira (Portogallo). All’età di 16 anni ha avuto l’onore di aprire il concerto al Grande Maestro Franco Morone. Il 4 ottobre 2019, a seguito dell’incontro con Music Force Daniele Mammarella pubblica il suo primo album “Past, present and let’s hope” distribuito fisicamente da Egea. Il 4 giugno 2021 è uscito il suo secondo Album “Moonshine”.

MARCO VINCISGRASSI E LA BEATA GIOVENTU’ si costituiscono come collettivo nel Gennaio 2019, appena in tempo prima della pandemia, un non trascurabile segno premonitore. Senza perdersi d’animo, il gruppo continua ad alimentare le proprie aspirazioni tramite il mezzo virtuale. Più che di una band, nel senso usuale del termine, si tratta di un insieme “aperto” di musicisti che condividono idee e spazi sonori. Marco ha iniziato a scrivere testi nel 2018 ed ha attualmente all’attivo più 100 canzoni, tutte principalmente costruite su tematiche sociali: ne crea armonia e melodia che poi vengono rielaborate/reinterpretate dal collettivo. Nel 2018 accede alla fase finale del IV concorso CET-scuola Autori di Mogol e nel 2019 viene incluso fra i finalisti del premio nazionale Fabrizio de Andrè, sezione testi. Nel 2018, presentando i suoi brani insieme alla “Distilleria a Vapore”, band attiva sul territorio umbro, vince il premio della critica Luigi Nista al Festival Rosso di Lari (Toscana) per i testi delle sue canzoni. La band esegue SOLO brani originali con sonorità a cavallo fra il cantautorato italiano, l’easy jazz ed il folk, attingendo dalle diverse e variegate esperienze dei componenti. Nel 2021 viene proposto sui social “L’Ombrello”, registrato con Gianfranco Continenza alla chitarra come special guest. “[…] Il brano tratta con apparente leggerezza un tema molto serio: la strage di Capaci, cioè l’attentato di stampo terroristico-mafioso compiuto da Cosa Nostra il 23 maggio 1992 nei pressi di Capaci, in provincia di Palermo, in cui persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.[…]” 

ALEX SOLO, cantautore originario della provincia di Milano e al momento residente a Barcellona per lavoro. La motivazione per quello che faccio credo che in parte provenga dai cantautori italiani e dal canto popolare imparato alla Scighera di Milano, qualcos’altro senza dubbio dal rock alternativo degli anni 90, ma per la maggior parte credo sia colpa della cantina insonorizzata di casa mia durante l’adolescenza, con gli amici musicisti di sempre, chitarre, bonghi, vino, pizza e San Marzano, con la convinzione che in realtá l’essenza della musica stia tutta li, nella condivisione. E la speranza o forse l’illusione, che ogni tanto valga ancora la pena provare a raccontare delle storie, nascondendosi dietro a qualche nota.

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