Questo giornale non è un’avventura, ma un progetto. Un progetto che nasce innanzitutto fuori di noi, nel vuoto edificabile che dilata la vita sociale, consapevoli che non ci saranno condoni a sanare i nostri abusi culturali. Un piano editoriale simile ad un piano regolatore. Un cantiere sempre aperto a cui parteciperanno architetti, ingegneri, operai specializzati ma anche saltimbanchi, giullari, fool, banditori. Alcuni già lo sono, altri lo diverranno. Il risultato finale sarà quello di dare volume e rumore alle cose. Alle parole prima di tutto. La cella ed il ronzio dell’ape come modelli di interazione sociale e di esplorazione culturale. Dare la caccia ai pollini migliori cavalcando quel rumore insistente, a volte fastidioso, prodotto dagli insetti in volo. Donchisciotteschi fin quando volete, anche nelle probabili sconfitte, ma il riscatto dal basso di Sancho Panza vale mille mulini a vento.

Da sempre “il Ronzìo” va letto con calma. Quando si ha voglia. Senza fretta. Poiché non avendo notizie di cronaca non ha scadenze. Può essere letto sempre. “il Ronzìo” nel mare delle informazioni di oggi vuole essere una piccola goccia ostinatamente esagonale.

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